Questo post vorrei dedicarlo a un luogo che mi ha sempre colpita, nonostante la sua ambivalenza: Albarella.
L'isola potrebbe essere considerata un semplicissimo villaggio turistico particolarmente riservato ad una certa "elite". Ma gli occhi di chi si alza la mattina e pensa "beh oggi che fotografo?" quando si svegliano qui e si aprono sui colori che filtrano dalle fronde dei pini marittimi e dei pioppi, in questo paradiso, sono particolarmente appagati.
Sarà che il mio cuore ha sempre un posto particolare per le città di mare, per i porti, per quanto veda l'incontro di terra e acqua, ma qui, con una macchina fotografica in mano, riesci a vedere molto di più che le ville dei ricconi tedeschi, o degli industriali.
Vegetazione curata, giardini e siepi, aiole e aree dedicate sono solo una parte, molto piacevole per altro, dell'isola.
Qui si avverte, soprattutto d'inverno, quella fantastica e appagante solitudine che il mare lascia in certe zone.
Proprio davanti alla barriera che blocca l'entrata all'isola, come per testimoniare che niente in realtà è tanto di lusso quanto la vera natura di questa terra mista all'acqua, c'è un porticciolo di pescatori che tengono le loro barche nella zona della valle..JPG)
Proprio davanti alla barriera che blocca l'entrata all'isola, come per testimoniare che niente in realtà è tanto di lusso quanto la vera natura di questa terra mista all'acqua, c'è un porticciolo di pescatori che tengono le loro barche nella zona della valle.
Sono imbarcazioni da pesca, colorate, sciatte e trascurate abbastanza da essere splendide.
Proprio da questo porto così caratteristico si può vedere quello ufficiale..JPG)
E' piccolo, ma dotato di tutto.
E' piccolo, ma dotato di tutto.
Non so dirvi cosa mi colpisca di questo posto, ma credo che nella scena
generale conti molto il modo in cui si incotrano e si fondono l'elemento selvaggio e la cura quasi geometrica degli spazi comuni. Questo è il famoso acquedotto dell'isola, in cima al quale era attivo fino a pochi anni fa un bar panoramico. In fine ci sono i FIORDI, che
altro non sono che rientranze naturali dell'isola, curate dall'uomo in modo da renderle balneabili, ma riempite dall'acqua del mare e della valle.
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Vedere il sole che tramonta su uno specchio d'acqua salata, standotene seduto in giardino, tra i pini marittimi e la confusione fatta da un gruppo di gazze sopra la tua testa credo sia un'emozione che difficilmente si possa tradurre in immagini. Soprattutto all'arrivo della cosiddetta "ora blu" quando il sole è ormai tramontato ma il mare specchia ancora i colori chiari del cielo, l'azzurro, il viola, il rosa, e la luce è tenue ma rassicurante, i lampioni si accendono come lanterne ma sono solo piccoli bagliori romantici.
E' inevitabile che in posti così ci si innamori anche di quel mare tanto bistrattato solo perchè non simile al prototipo di acque limpide e azzurre delle più conosciute località turistiche.
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