BENVENUTI

Chi è l'autore di un blog, o meglio che cosa è?
Un esibizionista che parla essenzialmente di sè sperando di lasciare inequivocabili tracce ai posteri?
O semplicemente uno scrittore, che sfrutta le opportunità offerte da questo fontastico mezzo di globalizzazione che è internet? Perchè, diciamocelo, se da una parte di fa prestissimo a cogliere i lati negativi della comunicazione telematica, dall'altro sembra difficile ammetterne i vantaggi.
Internet ci aiuta a comunicare? Bene allora facciamolo!
Mettiamo a frutto quanto c'è di buono nello scambio di opinioni, nella conoscenza del nuovo, nella lettura, nel mettersi in gioco.
Chi è invece l'autore DI QUESTO blog?
Un' utente appassionata di fotografia. Un'utente che crede che l'immagine sia, ai giorni nostri, un modo per comunicare qualcosa, attraverso una tecnica precisa. L'arte che passa dalla fisica, dall'ottica, dalla scienza.
Un connubio di culture. Perchè un'immagine parla sempre, soprattutto perchè è muta.
E cosa comunica lo decide chi scatta, ma lo decide anche chi guarda, e solo in questo modo c'è comunicazione.


Quanti modi ci sono di guardare una foto?Sicuramente moltissimi, perchè una componente soggettiva è fortemente influente sul processo di interiorizzazione delle immagini, ma ne conosco in particolare due.Semplificando in maniera anche un po' banale, posso dire che un'immagine la si può guardare con la testa o con il cuore.Un appassionato ascolta rapito un pezzo di musica classica.Gli occhi chiusi, il viso alzato a mezz'aria, una parte del suo cervello già segue la melodia, il suo battito è sincronizzato alla musica...cosa starà pensando?Forse sta ammirando la validità tecnica del compositore, le innovazioni armoniche introdotte, le scelte orchestrali.Forse sta pensando a come quella musica gli ricordi un evento, qualcosa nel suo passato o nel suo futuro....Chi lo sa....Quando ci troviamo davanti un'immagine, senza necessariamente essere fotografi nati, possiamo osservarla ore, minuti, attimi e ricavare impressioni diverse ogni volta.Ma appena la guardiamo cosa vediamo?Certo, probabilmente dipende dalla foto stessa. Sicuramente è più facile essere rapiti emotivamente da una "scena" che da una foto fatta in studio, un still life o una macro.Ma non è così automatico.E tuttavia sono altrettanto convinta che la parte tecnica, la purezza delle caratteristiche peculiari di ogni foto siano fondamentali per poter poi toccare la sfera emotiva.L'idea è quella di sfruttare questo spazio blog, per commentare insieme delle foto.DI qualsiasi tipo e sotto qualsiasi punto di vista.Ovviamente ciò che significa molto per qualcuno, può non significare assolutamente nulla per altri.Ma questo è un blog, disquisire gioiosamente in totale libertà di ciò che si osserva e si propone è uno dei lati positivi di internet.

domenica 30 dicembre 2007

Quasi tutti i principianti di fotografia sono passati dalla fase del cotroluce e del tramonto.

E quasi tutti i fotografi un po' più esperti snobbano le foto di paesaggi al tramonto come "cartoline", già viste e poco stimolanti.

Personalmente sono convinta che entrambi i punti di vista siano corretti.

Tanti sono coloro che si trovano casualmente davanti a un paesaggio al tramonto e una macchina fotografica e scattano, scattano scattano senza avere la minima cognizione del modo migliore di catturare l'immagine che li incanta.

Altri invece aspettano di trovare le condizioni di luce, gli oggetti, le inquadrature per fissare un'immagine davvero"diversa" e nella foga di eccellere dimenticano di VEDERE oltre che osservare.






Non so bene definire in che categoria mi trovo.

So che mi piacciono i colori del tramonto.



Più di tutto vorrei essere in grado di catturare la cosiddetta "ora blu", cioè quel momento in cui il sole è già sceso sotto l'orizzonte e il cielo è ancora striato di tutte le gradazioni dall'azzurro, al viola, infine il rosso, però le luci delle strade, delle case sono già accese e le stelle già brillano.


Quel colore mi incanta. E ancora di più mi incanta se mi trovo in prossimità di un qualunque specchio d'acqua.

La zona delle valli al tramonto emana una calma e nello stesso tempo un'energia difficili da catturare in una foto.





Non è difficile vedere il sole specchiarsi su piccole pozze frequentate da aironi cinerini, tarabusi, garzette e addirittura qualche colonia di fenicotteri.









Il polesine, grazie a Dio non è solo la terra delle zanzare, ma è anche luogo di incantevole miscuglio tra luce e buio, terra, cielo e mare. Dove il profumo della sacca passa tra i canneti, dove d'inverno i gabbiani pattinano sul ghiaccio pescando in colonie e urlando nel silenzio.

Che posti magici, fin da quando ero piccina ci sentivo qualcosa di MIO, e in effetti quei luoghi lo diventavano, poichè conservavo le istantanee e gli scatti fatti con le mie macchinette del tempo tra le pagine dei miei diari di scuola e portavo con me una ventata di quell'aria.


Che siano cartoline o meno, che siano ben fatte o meno poco importa. Questi posti sono miei.


Alcuni scatti su pellicola.

I colori del digitale non rendono sempre giustizia.

Quindi ecco alcuni scatti fatti con l'av1, ahimè non ho lo scanner, quindi sono foto di foto. CI si prova.



3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma và! Che storia.
Guarda chi ti trovo in giro.
Il web è proprio piccolo, sempre detto. Quasi una cittadina di campagna dove si consocono tutti.
Ciao bella!

Cristina ha detto...

Ma pensa te!!!
Che Gioia leggerti!!!

Grazie della tua presenza e del tuo commento.
Vorrei aver avuto la passione per la fotgrafia in quei nostri memorabili TEMPI, per avere ora dei ricordi ineccepibili di certe schitarrate e pomeriggi ai campetti a giocare a baseball....
Grazie, grazie grazie di essere passato!

Anonimo ha detto...

> certe schitarrate e pomeriggi ai
> campetti a giocare a baseball....

Sigh, m'è scesa la lacrimuccia... un periodo d'oro.
Fai un giro su www.quiff.it se hai voglia ogni tanto, là mi trovi spesso (e c'è pure una novità importante in questi giorni...!)